Claudio Crastus








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Sulla produzione letteraria di Crastus così hanno scritto:
  • R. Carusi: «C. è invece poeta: proprio lui che con modestia dice di non esserlo. Infatti, a giudicare dalla prima sua produzione, l'autore può certo perfezionarsi, ma già rivela in questa raccolta [Il silenzio della vita] scelte stilistiche significative»;

  • Giuria del premio "Il Porticciolo": «Leggendo queste liriche [Sotto la pioggia] si resta sconcertati e smarriti dalla forza, dalla ribellione, dal tenace proposito di conservare la propria dignità, magari per mezzo della poesia. L'intensità del contenuto prorompe dai versi nonostante la loro brevità, grazie alla capacità del poeta di trovare i termini giusti, i più forti ed esemplari a denotare il sentimento che li ha generati, e di dare il ritmo adeguato»;

  • G. Grazzini Moncini: «C. con i suoi versi parte da un percorso denso di sconforto e ribellione, per poi innalzarsi in un crescendo di spiritualità, redenzione e catarsi...»;

  • B. Meucci: «…la poesia di C., così tesa nello scavo della condizione umana di alienazione e di disperazione e allo stesso tempo così assetata di un'urgenza di vita e di sollievo, può appartenere a buon diritto a questa famiglia di 'scrittori del sottosuolo'. Benché quello di C. sia un percorso poetico personale e solitario, non corroborato, per quanto ne sia a conoscenza, da letture di poeti e di scrittori che lo avrebbero potuto influenzare (nel senso che oggi sono divenuti di moda), non c'è alcun dubbio che la sua discesa al mondo infero sia autentica e feroce… […] La poesia di C. è infatti diretta, cruda, veritiera, smascherata, talvolta fin troppo spoglia di lirismo nel suo sforzo di essere lucida, disillusa, quasi gridata. Contiene quelli che abbiamo definito come temi della poesia 'maledetta', come la violenza delle immagini, la ribellione, la denuncia, il terrore, l'angoscia, la nausea di vivere, l'aggressività, l'erotismo»;

  • C. Mezzasalma: «C'è soprattutto un lavoro intorno alle immagini poetiche che mi fa pensare alle icone del suo calvario e del calvario di ogni uomo in questa terra dove è tremendo e difficilissimo mettere d'accordo la verità e la vita. È in questo dramma che la sua poesia si è scavata una trincea sotterranea che la sua voce poetica percorre con onestà e ansia di riscatto. […] Sì, tutto il paesaggio della sua anima è attraversato dalle memorie dell'amore e del dolore…»;

  • A.M. Tiozzo: «Le sue poesie sono una disanima attenta e precisa della vita, a volte sofferta senza aiuto, a volte buttata via con la spavalderia dell'inesperienza, a volte strozzata… Ed allora ancora una volta di più l'inno del poeta si alza chiaro e nitido a sopravanzare ogni altra voce in un gesto impetuoso e sincero carico di amore e di speranza, ricco di gioia e di serenità».

  Data creazione: 2008-07-30.  Data ultimo aggiornamento: 2009-12-04.   Webmaster
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